Degustazione: Limited Organic Shincha- Isecha #1 Matsu

Degustazione: limited organic shincha- Isecha #1 Matsu
Tipologia: verde.
Raccolto: maggio 2019.
Provenienza: Ise, Mie, Giappone.
Produttore: Takeo Tea Farm.
Cultivar: /.
Metodo d’infusione: infusione orientale; 90ml; 3.5g; 60°C-60 sec., 70°C-5 sec., 70°C-30 sec.; 3 infusioni.

Matsu 6


Premessa

Con l’appellativo Shincha 新茶 si indicano, nello specifico, tutti i Sencha 煎茶 derivanti dal primo raccolto della stagione che avviene, generalmente, tra marzo e la fine di aprile. Quest’anno, tuttavia, a causa di condizione climatiche particolarmente avverse, la crescita della Camellia Sinensis nel Sol Levante ha subito un leggero rallentamento e, per tale ragione, l’operazione in questione si è protratta anche fino ai primi giorni di maggio.

Nello specifico, andrò a degustare un tè proveniente da agricoltura biologica certificata: l’utilizzo dei pesticidi non viene contemplato in questa pratica e inoltre, a maggiore garanzia, Takeo Tea Farm ha scelto di isolare le proprie coltivazioni da eventuali attività limitrofe che utilizzassero soluzioni chimiche od artificiali.

Matsu待つ in giapponese può significare anche “aspettare/attendere” ed il fatto che tale termine sia stato scelto come nome per il prodotto in questione ne mette in risalto una peculiarità: essere composto da foglie giovanissime, raccolte il prima possibile. Indice di tale caratteristica è la presenza, sulla superficie del liquore, di sottili particelle simili a polvere: in realtà, si tratta dei tricomi ossia della sottile peluria che ricopre le tenere foglie e le gemme. Maggiore sarà la quantità di tricomi, più alto sarà il grado di tè che stiamo bevendo. Ogni anno, Takeo Tea Farm attende pazientemente che l’inverno ceda il passo ai primi passi della primavera per cogliere l’istante perfetto di un raccolto il più fresco possibile…


Degustazione

Matsu 3

Le foglie secche presentano la caratteristica forma ad “ago di pino” e dimensioni uniformi. Di colore verde brillante ed intenso, l’aroma che se ne sprigiona rivela uno sfondo di odori marini e leggermente minerali sui quali si eleva la freschezza tipica della mela verde o della menta.

Al termine della sessione il profilo aromatico delle foglie stesse, che mantengono le caratteristiche cromatiche ed appaiono non intere, si discosta molto da quello iniziale rivelando invece dapprima un sentore spiccatamente umami, che ricorda vagamente l’insalata di mare, il quale, con il raffreddarsi della teiera, ricade in note più vegetali quali la scorza d’anguria od il cetriolo.

Matsu 2

Concentrandosi sul liquore, al naso sovviene l’odore di erba fresca tagliata con una pungente nota di fondo tartufata. Il liquido, limpido e dalla tonalità che varia da un verde chiaro tendente al giallo zolfo iniziale ad un verde più opaco, simile alla luminosa danza notturna delle lucciole, intenso e brillante dell’ultima infusione, presenta un costante sapore vegetale in tutte le tazze che dona ricordando, grazie ad una modesta ma apprezzabile amarezza, l’indivia riccia, la valeriana, la rucola od i cavolini di Bruxelles. Dalla prima alla terza infusione, invece, si avvertirà il progressivo scemare del sentore marino e dell’amarezza iniziale mentre aumenterà una leggera sensazione, al palato, di crema e latte.

Con corpo ed astringenza medi, lo Shincha in questione si distingue invece per una lunga persistenza amarognola e vegetale la quale, tuttavia, viene mitigata dalla già citata e caratteristica consistenza quasi lattea del liquore stesso.


Note

Probabilmente avrete notato dei parametri d’infusione alquanto insoliti. La verità, a dirla tutta, è che fino a poco tempo fa anch’io procedevo con un’infusione orientale “standard” (temperatura iniziale costante ed aumento del tempo d’infusione progressivo) anche per i tè giapponesi fino a quando, un giorno, non mi sono deciso a sperimentare la particolare tecnica proposta dalla maggioranza dei produttori. Con mia grande sorpresa, ho ottenuto risultati più che soddisfacenti, se non migliori, rispetto al metodo utilizzato in precedenza!

Per potere affermare questo, tuttavia, ho provato ad effettuare una sessione anche tornando ai parametri tradizionali rilevando così alcune importanti differenze tra i due risultati. Affinché possiate decidere in autonomia, assecondando i vostri gusti personali e le vostre esigenze, dunque, ritengo opportuno accennare alle diversità che intercorrono tra le due opzioni.

Seguendo i parametri proposti in questa sede, otterrete un liquore che sprigionerà un profilo aromatico deciso ed uno spiccato sentore umami nella prima tazza il quale, tuttavia, andrà perdendosi già dalla seconda regalandovi, però, una minore astringenza ed amarezza complessivi. La complessità organolettica risulta certamente maggiore rispetto all’alternativa seguente ma, a discapito di tale caratteristica, si otterrà un sapore più delicato e meno pungente.

Se preferirete, d’altro canto, attenervi alle regole ortodosse dell’infusione orientale “classica”, potrete aspettarvi un liquore con maggiore corpo e persistenza ma anche dotato di astringenza ed amarezza più presenti. Parimenti, la cromatura così come l’opacità del liquido saranno maggiori ed accompagneranno un sapore più marcato, deciso ma certamente meno articolato.


Conclusioni

Isecha #1 Matsu, sebbene non abbia incontrato pienamente i miei gusti in materia di tè verdi giapponesi, si è comunque rivelato un prodotto validissimo, appartenente ad un alto standard qualitativo ma, soprattutto, dotato di un ottimo bilanciamento tra umami, sentori vegetali, amarezza ed astringenza finali.

Come gli altri Sencha appartenenti al raccolto 2019 che ho avuto modo si assaporare, anche quello in questione si distingue dalla produzione degli anni precedenti per un velato quanto insolito retrogusto che rimanda vagamente alla frutta secca od ai latticini nonché per un deciso sentore umami il quale, d’altro canto, scompare rapidamente dopo la prima infusione. Con ogni probabilità, le particolari condizioni climatiche avverse hanno conferito al tè giapponese di quest’anno qualità organolettiche lievemente differenti rispetto ai canoni consueti ma non per questo esso risulta sgradevole o di minore pregio!

In definitiva, ritengo che il Sencha prodotto da Takeo Tea Farm produca un liquore di tutto rispetto il quale, unitamente ai profumi che sprigiona ed alle caratteristiche delle foglie dalle quali deriva, è in grado di regalare una complessità sensoriale degna di nota ma mai invasiva o prepotente affermandosi come un tè godibile quotidianamente senza mai annoiare i nostri organi di senso. Infine, azzarderei anche un abbinamento con piatti dai sentori di mare quali, ad esempio, pesce al vapore o, per i vegetariani, tofu alle alghe, il tutto, magari, accompagnato da un contorno di verdure a foglia verde!
Omar.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...