Cesenatico: l’ormeggio dell’infanzia

Cesenatico… Cesenatico… quanti ricordi! Gioia, dolore, amicizie, inimicizie, giornate intere trascorse in spiaggia costruendo castelli di sabbia, giocando a carte sotto un gazebo od a rincorrere quelle biglie che, di tanto in tanto, il bagnino ci regalava gettandole al vento per poi divertirsi a vedere la calca di ragazzini intenti a rivoltare la sabbia alla loro ricerca, ammassati come si trattasse di gabbiani in lotta per qualche briciola di pane!

Di tanto in tanto, se si era fortunati, a fine giornata poteva anche capitare di strappare una fetta d’anguria od un bombolone alla crema gratis, definiti “avanzi” di giornata ma che di scarti non avevano proprio nulla e conducevano sempre ad un sorriso seguito da un abbraccio od una stretta di mano.
Cesenatico… ogni volta che pronuncio il tuo nome qualche lacrima di gioia mista a malinconia mi attanaglia il cuore e non passa anno ch’io non rinnovi il mio affetto per le tue strade e la tua sabbia. Lo stesso mare, gli stessi luoghi, le stesse persone eppure ogni volta mi insegni qualcosa di nuovo e, per quanto tu non possa certo definirti una meta turistica alla pari di Ibiza o Cuba, per me resterai sempre un posto speciale, il custode della mia anima e della mia fanciullezza…
Io e Cesenatico, dovete sapere, ci siamo conosciuti… prima che io compissi un anno! Già, proprio così! I miei nonni materni avevano l’usanza di trascorrere un lungo periodo di vacanza estiva in questo paese e, come da tradizione, hanno dovuto sin da subito trasmettere l’usanza al nipotino. In questo modo, di anno in anno, anche io sono “cresciuto” trascorrendo lunghi periodi a Cesenatico, instaurando forti legami affettivi e vivendo alcune tappe fondamentali della mia crescita tra il rumorio delle onde ed il canto dei gabbiani.
Sinceramente, fino a non molto tempo fa non avrei pensato minimamente di ritrovarmi a scrivere di te, Cesenatico: d’altro canto, prima non avevo nemmeno per la testa l’idea di aprire un blog personale né, tantomeno, il coraggio di aprirmi in maniera così pubblica con qualcuno. Ora, nondimeno, voglio renderti grazie per tutto quello che hai saputo donarmi regalando l’occasione ai miei lettori di conoscerti nella maniera più autentica e genuina, così come ti vivo ogni anno che si rinnova il nostro patto di amicizia. In nome di quanto detto, pertanto, eviterò di focalizzarmi sui tuoi aspetti più “turistici” per incentrarmi, invece, sulla tua anima segreta, sui tuoi angoli reconditi ma pieni di magia i quali, ogni volta, riescono a stupire e commuovere…

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Porto Canale

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Avevo appena promesso di non focalizzarmi sulle mete turistiche tuttavia, se c’è una cosa che merita menzione alla pari dell’iconico grattacielo, è proprio il celebre Porto Canale Leonardesco! Si tratta del cuore del paese, una vera e propria vena che lo attraversa sancendo così la spaccatura tra la zona di Levante e quella di Ponente.
Nato nel XIV sec. d.C., contrariamente a quanto si potrebbe dedurre dal nome, il Porto Canale pare non essere frutto di un progetto diretto di Leonardo di Vinci quanto, piuttosto, semplice testimone del suo passaggio ed interesse.

Il Porto Canale è un luogo letteralmente magico, a tutte le ore del giorno. Prima dell’alba, se avrete l’ardire di avventurarvi fuori porta, sarete cullati dallo svolazzo delle colorate bandiere che ornano le navi storiche e variopinte ormeggiate, avvolti dal fruscio della tela carezzata dalla brezza mattutina, un battito d’ali cui, come un gracidare di rane, fanno da sfondo gli scricchiolii degli scafi in legno e delle gomene tese tra l’acqua e la riva.
Ai primi raggi di sole, il porto si sveglia con il borbottio dei pescherecci ed il cigolio delle saracinesche per poi, lentamente, trasformarsi nell’anima della vita diurna. La sera, fra i riflessi dorati dei lampioni sull’acqua increspata, si viene sfiorati dalle note di alcuni musicisti itineranti, dal cicaleccio dei numerosi ristoranti di mare e dall’odore di buona cucina cui, talvolta, seguiranno spettacoli di strada o varie festività.

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Chiunque visiti Cesenatico per la prima volta, ne sono convinto, non potrà evitare d’imbattersi nel Porto Canale e di lasciare lì, tra una sponda e l’altra, un frammento del proprio cuore…


Mercatini

Da che ne ho memoria, Cesenatico ha sempre ospitato numerose mostre mercato, i cosiddetti “mercatini”, non solo occasionali ma anche periodici. In pratica, si farebbe prima ad elencare i giorni infrasettimanale che non sono protagonisti di tali eventi. Ce n’è veramente per tutti i gusti, spaziando dalla moda, alle tipicità enogastronomiche fino all’artigianato artistico od all’usato.
Rimembro ancora le innumerevoli serate trascorse all’aria aperta in compagnia di amici e nonni, intento a rovistare tra le bancarelle, sempre alla ricerca di qualcosa che catturasse la mia attenzione: non importava si trattasse di qualcosa di valore quanto, piuttosto, di un oggetto che potesse racchiudere il ricordo di quell’estate, catturare simbolicamente quel periodo di spensieratezza a divertimento che, ancora un altro anno, si era miracolosamente ripetuto.
Chiedete pure a qualunque abitante di passaggio per conoscere date ed orari e, sicuramente, sarà felice di darvi una mano: in linea di massima, se ho appreso qualcosa in anni ed anni di permanenze, è che i cittadini locali hanno la straordinaria capacità di dare senza per forza pretendere nulla in cambio! In alternativa, se siete timidi, potrete sempre fare qualche piccola ricerca sul web!


Ponente

Ponente, spesso, viene indicato a torto come la “parte morta” di Cesenatico: in realtà, semplicemente, si tratta della sponda più tranquilla, meno cittadina ma, proprio per questo, forse più “autentica” del paese.
Con ogni evenienza, a Ponente non troverete forse numerosi negozi, bar o pub, ma questo non significa che non potrete scovare alcune perle nascoste: come sempre, è sufficiente abbandonare i pregiudizi ed addentrarsi nella storia e negli angoli locali meno esplorati per riuscire a meravigliarsi.

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Cesenatico Ponente è, sopra ogni cosa, l’occasione per conoscere il vero “relax”. La movida urbana rimane spesso confinata al lato opposto della città e questo consente di trascorrere qualche ora in relativa pace accoccolati su d’uno sdraio in spiaggia con solo qualche risata di bambino a fare da contorno.
Se, poi, si vorrà fare qualche passo, sarà possibile percorrere in tutta tranquillità la costa e, se s’ avrà abbastanza costanza, imbattersi, in direzione di Cervia, in una poetica statua dedicata alla Vergine Maria situata in mezzo alle acque, a sfioro con il riflesso increspato delle onde. Quando mi incamminavo con mio nonno, ormai, per noi era diventato una sorta di rito raggiungere la scultura, esprimere un desiderio e, poi, fare ritorno all’ombrellone dove, sempre, ci attendeva un ghiacciolo offerto dalla nonna!
In alternativa, se non siete “tipi da spiaggia”, non temete! Ponente offre una meravigliosa pista ciclabile costruita nell’entroterra e che vi farà costeggiare la veduta del bagnasciuga per poi, infine, farvi approdare al molo…


Molo

A fare da “barriera fisica” tra Ponente e Levante non esiste soltanto il famoso Porto Canale ma, al contempo, anche il molo. Forse meno conosciuto, dall’aspetto certamente meno attraente, questo luogo si rivela però un toccasana per trascorrere qualche ora al riparo dalla calura estiva.
Da quanto ricordo, quasi sempre si può trovare una fresca e lieve brezza marina decidendo di sedersi lungo le sponde del molo per rimirare il placido viavai di barche a vela, motoscafi, imbarcazioni varie e, se si è abbastanza fortunati, qualche nave storica.

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A donare nuova vita al luogo in questione, poi, provvedono le diverse “crociere” che da qui prendono il largo: in base alle vostre disponibilità economiche, infatti, potrete permettervi una serata di spettacolo e svago, all’insegna del buon cibo e di un viaggio per mete più o meno lontane. Ancora, all’imbocco del molo troverete Piazza Spose dei Marinai, contrassegnata dall’iconica statua, nella quale sovente si organizzano spettacoli e manifestazioni serali di vario genere.

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Prima di continuare con la mia atipica e personalissima “guida turistica”, però, due piccoli consigli. Fossi in voi, quando ci sarà qualche fuoco d’artificio, eviterei di seguire la calca per ammirare lo spettacolo: piuttosto, concedetevi una boccata d’aria fresca e, nell’attesa che le luci danzanti si librino in cielo, magari, provate ad inoltrarvi in direzione del faro. Forse, se sarete abbastanza accorti, alla vostra sinistra potrete notare qualcosa… o “qualcuno”!

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Levante

Mi ero riproposto di non parlare diffusamente di Cesenatico Levante: d’altro canto, si tratta del volto più celebre del paese e, con poche ricerche online, troverete sicuramente numerose informazioni ed immagini a riguardo. Nondimeno, anche questa parte della città ha i propri lati più intimi…
Attratta dalla vita notturna nonché dall’imponente grattacielo che svetta nella piazza principale, spesso i turisti non si accorgono che, a lato di quest’ultimo, sorge una lunghissima camminata lungomare con un singolare quanto poetico parco giochi non solo per bambini ma anche per adulti che, assentati su di una panchina, potranno leggere un libro all’ombra degli alberi o far scorrere ricordi e pensieri ammirando le varie installazioni presenti.
Quando ero bambino trascorsi molte giornate salendo e scivolando giù dagli scivoli, inerpicandomi su reti a mezzaria, saltellando tra le diverse fontane danzanti e crogiolandomi più o meno pigramente tra un’altalena e l’altra. Ancora oggi, nella mia mente, troneggia l’immagine di quel drago in legno scarlatto che, giorno dopo giorno, accoglie frotte di fanciulli sprizzanti di energia all’inizio del parco…
Potrebbe sembrare insolito come a molta gente sfugga un aspetto così imponente della città ma, credetemi, ho avuto l’occasione di conoscere diversi individui che, pure essendo in vacanza da tempo, ammaliati dalle attrazioni più famose, ne erano totalmente all’oscuro.
Non in ultimo, tra le viuzze di Levante potreste ritrovarvi di fronte una singolare piazzetta, detta “Piazza delle Erbe”. È qui che, ogni giorno, si rinnova dall’alba al mezzodì il mercato agricolo locale dove potrete non solo acquistare prodotti tipici, freschi e genuini ma, al contempo, instaurare legami personali sinceri ed autentici!


Celebrità

Come già detto, non rientrava nell’intento di questo metaforico viaggio approfondire le mete più battute di Cesenatico tuttavia, per completezza, alcune di queste meritano di essere quantomeno accennate.
Uno dei primi nomi che torna alla mente nominando la cittadina in questione è certamente quello di Marco Pantani, celebre ciclista vincitore di un Giro d’Italia ed un Tour de France, medaglia di bronzo ai mondiali del 1995 e che trascorse a Cesenatico buona parte della propria esistenza. Numerosi sono i luoghi ed i riferimenti a lui dedicati nelle strade del paese e, se lo vorrete, potrete rendergli omaggio visitandone la tomba presso il cimitero monumentale.

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La casa di Marino Moretti

Nei pressi del Porto Canale, poi, sono visitabili la dimora di Marino Moretti, poeta e romanziere crepuscolare italiano, ed il Museo della marineria. La presenza costante delle barche tradizionali romagnole, inoltre, è una costante dello stesso Porto Canale che vale sempre la pena di essere osservata: durante le festività natalizie, inoltre, potreste scorgere figure a bordo delle imbarcazioni…

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Cibo

Se c’è una certezza, specialmente quando si parla di Romagna, è quella che non avvertirete mai i morsi della fame! Tra specialità locali (tra le quali spicca la osannata piadina) e prodotti di buona cucina, che siate onnivori, vegetariani, vegani o vittime di intolleranza alimentare, anche a Cesenatico troverete, letteralmente, “pane per i vostri denti”.
Ristoranti di pesce, pizzerie, piadinerie, piccoli chioschi o curiosi locali dalle proposte esotiche ed orientali, per i più arditi, costellano praticamente ogni viottolo del paese e gareggiano ad attirare i turisti accalappiandoli con invitanti scie odorose che si spargono nell’aria.
Senza nulla togliere alle numerose attività citate, però, mi sento in dovere di suggerire alcuni angoli di paradiso per gli amanti della gola o semplicemente per chi volesse sperimentare una cucina alternativa.
Se vi dovesse capitare, come indicato, di trascorrere una giornata nella placida spiaggia di Ponente allora, in tale caso, non posso esimermi dal suggerire un grazioso quanto appariscente locale situato proprio lungomare. “La Pésg-ga”, sebbene non si tratti di un ristorante di lusso, saprà certamente rinfrescare il vostro palato non soltanto con una proposta di piatti per tutte le tasche e necessità ma, al contempo, con l’accoglienza ed il sorriso romagnoli che vi daranno un assaggio di spirito locale.
Molti di voi, probabilmente, vorranno concedersi una serata bevendo un calice di vino in compagnia delle onde e, magari, assaporando un buon piatto di pesce. Ebbene, non sono nato vegetariano dunque anch’io, in passato, ho avuto l’occasione di apprezzare i prodotti ittici locali. Ogni ristorante specializzato in tale tipologia di cucina è sicuramente degno del proprio nome ma, un po’ per rimpianto, un po’ per conoscenza personale, suggerirei di addentrarsi al “Mediterraneo”: posti a sedere all’interno od all’esterno, location sul Porto Canale Leonardesco, traghetto ad un passo dalla porta ed ottima cucina, cosa volere di più?
Infine, se dopo un’assolata mattinata trascorsa sulla sabbia rovente o dopo un’abbuffata dovesse venirvi voglia di un dessert, quale migliore opzione di un rinfrescante gelato? Ecco, qui non ho dubbio alcuno: dovete assolutamente provare il “Gelato di Jessica”. Situata proprio lungo la via principale che conduce direttamente al grattacielo, la gelateria di Jessica, proprietaria cordiale, sorridente e, specialmente, umile, è quanto di più somigliante ad una bottega delle meraviglie si possa trovare. Lì, sicuramente, non mangerete un semplice gelato: addenterete materia prima autentica, passione per il proprio lavoro e gentilezza. Il “Gelato di Jessica” è proprio per tutti, ha il potere di fare tornare gli adulti bambini e, come d’incanto, grazie alle opzioni senza glutine e vegane, riunire più storie e persone attorno ad un cono…


Lettura

L’equazione “mare=spiaggia=libri” è ormai da tempo assodata ma… cosa succede se vi siete dimenticati la vostra lettura a casa oppure terminate in anticipo le pagine tra le quali vi stavate avventurando? Cesenatico offre numerosi punti vendita che sapranno soddisfare ogni vostra esigenza personale ma, incamminandovi un poco lontano dalla costa, potreste scoprire un piccolo mondo a parte, un vero paradiso per ogni lettore ma questa, come si suole dire, “è tutta un’altra storia”…
Psssssst, piccolo segreto, nei prossimi articoli vi aprirò le porte di questo “paese delle meraviglie” quindi, mi raccomando, restate aggiornati!


Cuore

Ricordo di avere visto, non molto tempo or sono, una puntata della serie d’animazione televisiva Il mondo di Gumball (sì, non crescerò mai, faccio ancora colazione guardando i “cartoni animati”!) incentrata sulla ricerca del proprio “posto felice”. Ebbene, io ne ho la certezza: il mio “posto felice” è proprio Cesenatico.
Non importa se gli anni sono trascorsi, alcune persone sono scomparse e la città, come ogni cosa, è radicalmente cambiata dalle immagini in bianco e nero della mia memoria: anche solo l’odore dell’aria, un semplice gesto, un temporale che si profila all’orizzonte, il canto dei gabbiani o quant’altro provenga da questo paese si è ormai incastonato, come una gemma, nella mia anima ed è parte di me.

I biscotti che ogni mattina, alle prime luci dell’alba, mio nonno andava a comprare facendomeli ritrovare a tavola per colazione assieme, di tanto in tanto, ad un bombolone o qualche raviolo dolce farcito; le numerose escursioni percorrendo avanti ed indietro il bagnasciuga alla ricerca di qualche conchiglia o pesciolino; il bagnino che, per fare divertire noi bambini, non si è mai vergognato di trascurare qualche suo impegno per “mettersi in gioco”, letteralmente, scendendo in spiaggia con noi e tramutandosi, quando meno ce lo aspettavamo, nella mitica ed eccentrica “signora Rosamunda”; rientrare a mezzogiorno con la curiosità di sapere cosa la nonna avesse preparato per pranzo per poi, poco più tardi, tuffarsi in mare e, al ritorno, trovarla ad attendermi con un asciugamano tra le braccia spalancate ed un gelato accanto che aspettava solo me; cenare ed incamminarsi la sera tra le musiche del centro per ritrovarsi, la notte, davanti ad una grossa fetta d’anguria. Tutti questi ed altri innumerevoli ricordi, per quanto passati, riaffiorano come zampilli di gioia alla mente: fanno parte di me, della mia persona, mi hanno reso quello che sono e sono una delle basi sulla quale costruirò il mio futuro. Per tutti quei momenti, per gli attimi che ancora sai regalarmi, Cesenatico, grazie…


Viaggia-tè

(Per la degustazione completa del tè in questione potete cliccare qui).
Avrei potuto scegliere tra un’infinità di opzioni: da appassionato di tè giapponesi, infatti, non sarebbe certo stato difficile trovare qualcosa che ricordasse il mare. Il sentore marino, salino ed umami, di fatto, caratterizza la maggioranza della produzione nipponica.
Preso dall’indecisione e quasi per celia, allora, mi sono detto: “perché non scegliere proprio lui, l’ultimo tè che ho assaporato prima della partenza?”. Riassaggiandolo poi al ritorno, nondimeno, mi sono reso conto di quanto in comune avesse con Cesenatico, forse più di quello che avrei saputo individuare io stesso attraverso una meticolosa selezione ed è dunque con orgoglio che “brindo” al mio “paese del cuore” con un Sencha giapponese fresco di raccolto.
Nello specifico, si tratta di uno Shincha, ossia un tè proveniente dal primo raccolto. È ironico pensare come il fato lo abbia fatto scivolare nella mia tazza alla vigilia della partenza: Cesenatico è stata, in fondo, la mia prima vacanza e, allo stesso modo, le foglie che compongono il tè in questione sono le prime dell’anno…
Se si tralascia il tipico gusto all’attacco salino ed umami, poi, è possibile cogliere una certa freschezza, per certi versi simile alla menta od alla mela verde, nell’aroma delle foglie secche, un sentore che si ritrova nelle stesse umide ma con un tono che ricorda invece più la scorza d’anguria od il cetriolo a fette tipici della stagione estiva. Il retrogusto docilmente amaro, ancora, ricalca quello della rucola o della valeriana, verdure così diffuse nelle numerose preparazioni locali
A coronare l’illusione di una giornata trascorsa al mare, infine, una leggera astringenza di coda accompagna le ultime gocce di liquore “pulendo” la gola quasi a simulare un rinfrescante bicchiere di limonata sorseggiato allo spuntare delle prime stelle prima di stendersi tra cuscino e lenzuola ed abbandonarsi al tiepido abbraccio del sonno per poi, al risveglio, vivere un nuovo “sogno ad occhi aperti”…

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Omar.

3 pensieri su “Cesenatico: l’ormeggio dell’infanzia

  1. Bè tu Omar hai sempre il potere di farmi sognare, a Cesenatico ci sono stata più volte senza accogliere quei piccoli particolari che ti porti poi nel cuore, nella mente come ricordi perché si è attratti dalla moltitudine delle persone dai negozi, dalle barche dei pescatori fino ad arrivare alle barche storiche con le loro bandiere che sventolano, che ti attirano ti ammaliano soprattutto al tramonto. Una cosa che vorrei provare è il silenzio di poter scorgere vie più interne, in silenzio ( sai che viaggio sempre con le mie figlie) sedermi in un locale che oramai sogno da anni difronte al canale, niente di estremamente sofisticato ma ” il vecchio” alludo all’arredamento nella quale sono cresciuta. Sedersi chiudere gli occhi e percepire rumori più o meno lontani sentire il rumore dell’acqua, assaporare i vari profumi misti tra il pesce, il cibo, i profumi. Onestamente sai che non mi dispiacerebbe andarci con te per vedere con i miei occhi le tue parole per vedere i tuoi posti e per farsi nella tua gelateria preferita.. un abbraccio

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    • Grazie per avere condiviso le tue bellissime parole Katia!

      Chissà, magari un domani potremo incontrarci proprio là ma, nel frattempo, potresti provare a rivisitare Cesenatico con una mente aperta e rilassata, magari riuscendo a cogliere anfratti o particolari che a me sono sfuggiti.
      Qual è il tuo “posto felice”?

      "Mi piace"

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