Degustazione: Oolong Fo Shou (Taiwan)

Tipologia: Oolong.

Raccolto: 2018.

Provenienza: Taiwan.

Produttore: Tea Soul.

Cultivar: Fo Shou.

Metodo d’infusione: infusione orientale; 90ml; 3,5g; 93°C; 35-45-55-65-75-85 sec.; 6 infusioni.

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Premsessa

Come la maggioranza dei lavorati a Taiwan, anche il prodotto in questione si presenta nella caratteristica forma appallottolata e pertanto, come tradizione vuole nonché per sprigionarne meglio gli aromi, ho optato per un breve risciacquo iniziale delle foglie.


La cultivar Fo Shou

Fo Shou è una cultivar originaria della contea di Yong Chun (Fujian) in Cina, importata in Taiwan solo a partire dal XVII sec. d.C. grazie all’immigrazione cinese stessa. Ad oggi, la varietà in questione viene trattata sia nella nazione insulare per la produzione di oolong sia presso il proprio Paese di provenienza dove, con ogni probabilità, se ne ricaverà un tè rosso (secondo la nomenclatura cinese).

Tratti peculiari della cultivar Fo Shou sono foglie di notevoli dimensioni, venature ben visibili e pronunciate nonché il leggero sentore di cedro ed agrumi che quest’ultima conferisce al tè durante l’infusione. Ancora, il termine “Fo Shou” si potrebbe tradurre letteralmente come “Mano di Buddha” in riferimento alle stesse venature pronunciate che riecheggiano le dita di una mano sia alla somiglianza con il fogliame dell’omonimo cedro locale.


Degustazione

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Dopo essere state accolte dal tepore del primo lavaggio, le foglie si presentano ancora bene appallottolate, di un verde mimetico con evidenti venature che screziano dal bordeaux al bruno cominciando ad emanare una sottile fragranza floreale, simile ai fiori di magnolia, con un tenue ricordo di crema e miele.

Il liquore, già dalla prima infusione, appare perfettamente limpido, d’un’iniziale giallo topazio che, a mano a mano, andrà facendosi sempre più intenso fino a raggiungere i toni del rame che, nelle prime tazze, si limitano alla sola parvenza di un riflesso.

Un aroma floreale di tiglio e margherite, non senza un rimando al latte, accompagna un’interessante evoluzione gustativa. Da un’iniziale sentore di croccante di mandorle, zabaione e miele, già a partire dalla seconda infusione il gusto vira verso note più fruttate evocando dapprima le mele cotte e, solo nelle ultime fasi della sessione, frutta e pere mature. Costante, nell’arco di tutta l’esperienza, risulta un piacevole retrogusto speziato di pepe e zenzero.

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Sul fondo della gaiwan, le foglie ormai dischiuse rivelano la presenza di germogli con al più una o due foglie sottostanti bordate di una tinta terra bruciata di Siena che tradisce un’ossidazione parziale. Al naso, poi, giunge un profumo speziato ed arabeggiante di datteri, cannella e chiodi di garofano al quale, tuttavia, segue il ricordo del mais o dei semi di zucca tostati per lasciare infine il posto ad esalazioni più delicate di ambra e creme brulèe.

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Una consistenza piuttosto corposa con una persistenza medio-lunga è bilanciata da una leggera astringenza, percepibile soprattutto nelle infusioni tardive, nonché da un generale sentore d’agrumi e cedro candito, tipico della cultivar Fo Shou, che permea delicatamente ogni area sensoriale.


Conclusioni

La cultivar Fo Shou è stata per me una piacevole scoperta: del resto, si adatta bene ai miei gusti personali che prediligono sentori erbacei oppure calde note tostate e speziate. D’altro canto, il deciso sentore iniziale di mandorlato e croccante mi ha inevitabilmente catapultato nell’atmosfera natalizia che tanto amo.

A prescindere da quella che potrebbe essere una mera preferenza, nondimeno, ritengo il tè in questione un prodotto complesso, di ottima fattura e che incarna appieno le caratteristiche tipiche della produzione di Taiwan.

Sicuramente, il presente oolong si tratta di un’”eccezione alla regola” in quanto, di fatto, la tradizione cinese vorrebbe l’ossidazione totale, più raramente parziale, delle foglie di Fo Shou ma, certamente, la forma appallottolata rimane un marchio di fabbrica estraneo al processo cinese stesso quanto caratteristico, invece, di quello di Taiwan.

Augurandovi di potervi imbattere in questo tè, dunque, io attendo curioso di poterne degustare la versione cinese con la certezza che anche quest’ultima, al pari della presente, saprà raccontarmi una nuova storia e donarmi emozioni diverse ma altrettanto potenti nonché in grado di richiamare ricordi per farmi, ancora una volta, viaggiare sulle ali della fantasia…

Omar.

3 pensieri su “Degustazione: Oolong Fo Shou (Taiwan)

    • Grazie a te per avere apprezzato vorrei potere bere assieme a voi lettori qualche buona tazza di tè ma, ahimé, questo ancora la tecnologia non lo permette e spero di trasmettervi un poco delle mie emozioni attraverso righe e parole!

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