Ruby black: il tè del lago

Tipologia: nero.

Raccolto: primavera 2018.

Produttore: Meileaf.

Provenienza: lago Riyue, Nantou, Taiwan, 600m.

Cultivar: Ruby 18.

Metodo d’infusione: infusione orientale; 50ml; 2,5g; 95°C; 15-20-25-30-35-40-45-50-55-60 sec.; 9 infusioni.

Ruby Black 3

Ruby 18

La cultivar Ruby 18 nasce nel 1999 per opera della Taiwanese Tea Research and Extension Station (TTRES) con l’intenzione di generare una pianta adatta alla creazione di tè nero.

Per giungere al risultato attuale, la TTRES ha ibridato un esemplare selvatico di Camellia Sinensis che cresceva spontaneamente nei pressi del lago Riyue (altresì soprannominato “Sun Moon Lake”) con una varietà Assamica.

Il risultato dell’incrocio delle due specie previo citate è una foglia dal colore uniforme che ricorda vagamente i toni del rosso, caratteristica che probabilmente le è valso il nome attuale. In tazza, la cultivar si distingue per un marcato retrogusto, anticipato già dal profumo del prodotto a secco, di uvetta e bacche di goji, fruttato e con una persistenza zuccherina.

Altra peculiarità di tale varietà coltivata, a detta di alcuni, sarebbe un aroma di eucalipto il quale, sinceramente, non ho percepito in maniera così rilevante nel corso della sessione.

Degustazione

Ruby Black 4

Come rami spogli in una fredda giornata d’inverno, le foglie secche si presentano arrotolate su sé stesse, sottili, affusolate e contorte, sfoggiando un omogeneo grigio scuro kajal. Di tanto in tanto, traluce una sottile vena colore ruggine.

All’olfatto sovviene, subitaneo e prepotente, un profumo dolce e fruttato, d’uvetta sultanina o bacche di goji, simile per certi versi alla glassa di mandorle che, sovente, ritroviamo a guisa di decoro sui panettoni natalizi. Il tutto viene impreziosito da un leggero ma curioso sentore umami e minerale che, a tratti, unito alla dolcezza preponderante, può portare alla mente anche la salsa agrodolce o la passata di pomodoro.

Il liquore, limpido e lucente, mantiene una colorazione costante durante l’intera degustazione. Tonalità tra il mogano ed il tawny (gradazione intermedia di marrone che rispecchia la corteccia di quercia) accompagnano esalazioni spiccatamente umami e floreali, così pungenti da potere rassomigliare anche all’odore di un ragù.

Al palato, il nettare ambrato rivela tutta la sua zuccherina essenza che si traduce in un attacco di miele o caramelle alla propoli cui seguirà una persistenza fruttata ed intensa, lievemente secca, che riprende l’uvetta sultanina preannunciata dalle foglie secche. Tra la melliflua nota di testa ed il retrogusto s’inserisce un breve ma deciso e chiaramente percettibile sentore speziato ed amaro simile al fieno greco, quasi a volere spezzare una dolcezza che, altrimenti, sarebbe risultata stucchevole.

Attraverso le varie infusioni, il sapore presenterà una notevole evoluzione donandoci, nelle tazze intermedie, sentori decisamente più zuccherini e speziati per poi, infine, cedere al preponderante fascino delle spezie ma senza mai abbandonare la propria caratteristica persistenza. Parimenti, la bevanda manterrà un buon corpo, nella media, nonché un’astringenza pressoché nulla.

Riverse sul fondo della gaiwan, le foglie umide risplendono di un incantevole castano e si aprono alla vista, singole, nella loro interezza, con steli lunghi ed evidenti. L’aroma evoca un’atmosfera mediorientale destreggiandosi tra zaffate di curry o fieno greco, resina e benzoino, con una scia vagamente fruttata e che ricorda l’odore rassicurante della tahin (pasta di sesamo comunemente utilizzata nella cucina asiatica).

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Conclusioni

Solitamente siamo abituati ad associare Taiwan alla produzione di tè oolong, resi ancora più celebri dalla loro caratteristica forma appallottolata. Nondimeno, tale area non è affatto estranea alla creazione di altre tipologie di tè, come questo caso dimostra.

Il tè Ruby Black non ha nulla da invidiare ai propri rivali cinesi od indiani, sebbene risulti più dolce e delicato di quelli provenienti da varietà Assamica.

Degustare il presente prodotto è stato come scartare un regalo e trovarvi, all’interno, un vecchio album di fotografie. Nel corso della degustazione, di fatto, percepivo un sentore già noto eppure, per quanto mi sforzassi, non riuscivo ad identificarne l’origine poi, come al solito, è bastato smettere di “pensare” e lasciare che il proprio cuore facesse il resto.

Forse qualcuno mi prenderà per matto ma, sinceramente, le note zuccherine e mielose di questo tè, per quanto mi riguarda, collimano alla perfezione con le qualità organolettiche delle caramelle “POMO”! In verità, pensavo di averle quasi scordate ma, evidentemente, la loro immagine dev’essere rimasta nascosta in qualche angolo recondito della mia mente per poi riemergere al momento più opportuno. Si tratta di un prodotto dolciario storico, prodotto a Reggio Emilia da A. Mussini, da sempre senza conservanti e cotto a fuoco lento, dal caratteristico sentore di mela. Ricordo ancora con nostalgia quando, al minimo accenno di tosse, prontamente mia nonna me ne porgeva una da fare sciogliere sulla lingua!

Tralasciando di dilungarmi sui miei ricordi d’infanzia, nel complesso, se dovessi fare un paragone che riassuma lo spirito di questo tè, ricorrerei ai tipici cinnamon rolls. I tradizionali dolcetti alla cannella, con la loro glassa e farcitura zuccherini, conservano anche un’anima speziata proprio come il Ruby Black nonché, come tutti i dolci, la capacità di farci tornare, anche solo per un momento, bambini stregati davanti alla vetrina di una pasticceria con la stessa meraviglia che, personalmente, questo tè ha saputo regalarmi…

Omar.

2 pensieri su “Ruby black: il tè del lago

  1. Buongiorno Omar
    solo ora sono riuscita a leggere il tuo articolo, oltre ad immagine della foglia del te che si trasforma in una bevanda gustosa che come nel tuo caso mi riporta nel passato, io non conosco i termini esatti e non ho le capacità di giudicare l’aroma di un tè che al palato ti riportano alla mente tanti sapori, ma come dici tu chiudendo gli occhi e ascoltando il proprio cuore ecco che arrivano sapori a me conosciuti, come le caramelle alla propoli e le uniche caramelle al pomo tuttora in vendita.
    La cosa bella è che leggere il tuo articolo mi ha riportato a sapori alla quale sono legata, mi hai fatto sorridere e mi hai trasmesso un senso di calore e tranquillità.
    Grazie Omar

    Piace a 1 persona

    • Grazie Katia!
      Prima di tutto, sono felce di avere fatto rivivere ricordi belli del tuo passato e, in più, ora so di non essere l’unico ad avere assaporato le caramelle POMO 😂
      Infine, voglio dirti che non è affatto vero che non hai la capacità di percepire gli aromi del tè: chiunque puó farlo! Basta avere un palato, un naso ed un paio di occhi: il resto lo faranno la pratica ed il “mettersi in gioco”, cogliendo quello che le foglie ci regalano senza distrazioni o filtri!
      Un attestato non è mai stato altro che un pezzo di carta più che in questo ambito dove tutto è relativo, soggettivo e cosí intimamente legato alla sfera emotiva!

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