Souchong Liquor: a chi non piace il cioccolato?!

Tipologia: nero.

Raccolto: aprile 2019.

Produttore: Meileaf.

Provenienza: Zhengshan, Fujian, China, 1500m.

Cultivar: Xingcun Xiao Zhong.

Infusione: infusione orientale; 50ml; 2.5g; 90°C; 15-20-25-30-35-40-45-50; 8 infusioni.

Souchong L. Meileaf 1

Xingcun Xiao Zhong

La cultivar Xingcun Xiao Zhong è tipica dell’area circostante il villaggio di Tongmuguan, situato a sud-est della Cina.

La conformazione particolarmente rocciosa e scoscesa del territorio non consente la crescita di piante di Camellia sinensis dalle grandi dimensioni così, nel corso degli anni, si è preferito selezionare un esemplare dal portamento contenuto, in grado di produrre ugualmente un grande quantitativo di foglie che si distinguono per le loro dimensioni minute ma non per questo, come avremo modo di saggiare, dai sentori meno accentuati.

Souchong ed affumicatura: sinonimi?

Confesso che anch’io, prima di imbattermi in questo tè, pensavo, parlando di Souchong, di riferirmi al celebre prodotto cinese affumicato con legno di pino. Nondimeno, in virtù del fatto che non si finisce mai di imparare, il termine in questione non implica automaticamente il processo di affumicatura!

“Souchong”, in generale, si riferisce ad un tè nero composto dalle piccole foglie della cultivar Xingcun Xiao Zhong e lavorato nei pressi di Tongmuguan. L’eventuale affumicatura porterà alla creazione del noto Lapsang Souchong ma, sebbene tale procedura sia oggi la più richiesta e gettonata, non sempre essa viene portata a compimento.

Trattando le graziose e minuscole foglie di Xingcun Xiao Zhong come un tè nero tradizionale si ottiene un risultato a dire poco sorprendente, sconosciuto alla massa e dalle qualità, a parere mio, forse più nobili della sua controparte più blasonata! D’altro canto, è da tenere presente come per la produzione di Lapsang Souchong, solitamente, si utilizzino le foglie più basse, di minore pregio, cosa che non avviene in questo caso, nel quale ci imbattiamo invece in quelle più tenere e giovani!

A prescindere dai gusti personali, tuttavia, non si può certo negare una possibilità a questo tè “segreto”, ingiustamente oscurato dal successo di un prodotto dalle caratteristiche sicuramente più affabili ma anche, per certi versi, meno complesse e profonde.

Degustazione

Già da subito, avvicinandoci alle foglie singole, arrotolate e sottilmente contorte, d’un grigio scuro, simile all’ardesia od al manto delle foche, inaliamo sentori decisi, quasi prepotenti, di cacao amaro con un tocco alcolico, di rhum. Non appena adageremo le foglie stesse sul fondo tiepido della gaiwan, poi, si sprigionerà un potente aroma di cioccolato fuso e salsa di fragole com’appena preparata, ancora calda!

Le aspettative di un vero e proprio dessert non vengono deluse dal liquore, a partire dalle sue tinte caramellate, tra l’arancio fiamma ed il cadmio intenso. All’odorato, la bevanda ricalca quasi perfettamente il prodotto a secco ma è nel gusto che, presto, si esprime in tutta la sua complessità e personalità.

Nelle prime tazze, dopo un attacco repentino di cacao, sovviene un sapore pieno di miele, cannella e frutta candita, il quale andrà facendosi preponderante, soppiantando l’amarezza iniziale, nelle infusioni centrali.

A partire dalla quinta infusione, i sentori si faranno decisamente più zuccherini e fruttati: si aggiungeranno infatti ad una generale sensazione di melassa il ricordo di fragole, frutti rossi e cioccolato al latte.

Quasi a volere mantenere una costante nell’arco di un’evoluzione organolettica piuttosto evidente, una persistenza media, sempre presente, leggermente asciutta così come lievemente balsamica, che riprende il gusto del cacao amaro.

Altri elementi caratteristici del liquore sono un’astringenza nulla ed un corpo medio ma decisamente “appiccicoso”, quasi volesse comportarsi come il miele che tanto ricorda.

Nella gaiwan le foglie, uscite dal loro bagno caldo, mantengono le cromature iniziali, presentandosi perlopiù intere, con la presenza di numerosi steli, con un profumo di fragole e frutti rossi seguitato, nuovamente, dal ricordo del cacao, con un accenno al legno arso.

La personalità decisa di questo tè si scolpisce sul fondo della tazza, ormai vuota, ch’esala vapori confettati di zucchero filato, torta di mele e crumble chiaro.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Conclusioni

Sicuramente se, come me, non amate ma VENERATE il cioccolato, il Souchong Liquor è un tè che dovete assolutamente provare, avere nella vostra dispensa e del quale vi innamorerete sin da subito. Vi ho avvertito: ne farete scorta per la vita!

Scherzi a parte, che siate estimatori del “cibo degli dei” o meno, si tratta certamente di un prodotto che vale la pena di esplorare, anche solo per ampliare le proprie conoscenze circa il panorama cinese.

Il profilo aromatico è certo meno “prepotente” di quello di un Lapsang Souchong ma non per questo, come accennato in apertura, poco complesso ed articolato

Non mi resta altro che invitarvi ad avventurarvi in questa vera e propria esperienza sensoriale, una coccola per tutti i sensi e per ogni palato perché, come afferma John Tullius

Nove persone su dieci amano il cioccolato; la decima mente.

(John Tullius)

Omar.

4 pensieri su “Souchong Liquor: a chi non piace il cioccolato?!

  1. Grazie come sempre per l’articolo. Scritto bene, preciso, completo. Anche io conoscevo solo la versione Lapsang, affumicata. Ora mi tocca assaggiare questo tè, che sembra proprio buonissimo.
    Grazie di nuovo

    Piace a 1 persona

  2. Ciao Omar
    Nove persone su dieci amano il cioccolato la decima mente!!
    Vero ma vi sono tanti tipi di cioccolato oggi poi aromatizzati dove hai l’imbarazzo della scelta, ma dove il migliore rimane sempre il 100% fondente che metti tra lingua e palato, vietato masticare ma lasciarlo lì, aspettare che si sciolga lentamente dando al cioccolato il tempo di invadere ogni tua papilla gustativa dove per un attimo chiudi gli occhi per assaporare a pieno di tanta delizia.. sapore che poi ti invade e permane in bocca… Il tuo un tè dal nome decisamente complicato per una che a malapena riesce a leggerlo ma la tua descrizione attenta accurata piena sapere che aromi puoi gustare sorseggiando quel tè, onestamente mi incuriosisce e attira, curiosa di sentirne l’odore poi assaggiarlo lentamente chiudere gli occhi e percepire ogni aroma ogni retrogusto e stupirsi del sapore che poi rimarrà…
    Spero sempre in un tuo invito per assaggiare uno dei tuoi tè rispettando anche quello che è il rituale dall’inizio alla fine, rituale a me sconosciuto ma curiosa di capire vedere e provare.
    Grazie Omar per avermi per un attimo permesso di sentire quegli aromi.
    Katia

    Piace a 1 persona

    • Eh sí Katia, il cioccolato, quello vero, di qualità, merita di essere gustato lentamente, percepito in ogni sua singola sfumatura, proprio come il tè.
      Entrambi, sono prodotti con una storia da raccontare, figli del tempo, della tradizione, e frutto di un lungo, meticoloso lavoro.
      Magari, come dici, non sarai “esperta” nella degustazione del tè, ma hai certamente l’atteggiamento giusto, la volontà di ascoltare la fiaba silenziosa che ci racconta. Di sicuro, peró, sei una vera “chocolate-lover”! 😁

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...