Jasmine Dragon Pearls: la primavera in cassaforte

Tipologia: verde.

Raccolto: Luglio 2019.

Produttore: Meileaf.

Provenienza: Heng Xian, Guangxi, Cina, 750m.

Cultivar: Da Bai.

Infusione: infusione orientale; 50ml; 80°C; 3g; 25-35-40-45-50-60 sec.; 6 infusioni.

Jasmine D. Meileaf 1

Da Bai

La cultivar Da Bai, anche detta Fuding Da Bai, si tratta della varietà coltivata generalmente destinata alla produzione di celebri tè bianchi quali, ad esempio, Pai Mu Tan o Bai Hao Yin Zhen.

Caratteristica della cultivar in questione è quella di possedere gemme ancora chiuse di notevoli dimensioni così come le prime foglie che formano il germoglio.

Nela caso che andremo ad esaminare, tuttavia, il frutto della Da Bai è stato utilizzato e magistralmente lavorato per produrre del tè verde.

Il gelsomino incontra il tè

Il tè al gelsomino è sicuramente uno dei più celebri prodotti della Cina ma, di preciso, cosa permette alle foglie di assumere questa spiccata nota aromatica?

Prima di addentrarci in una breve disamina tecnica è utile fare una distinzione tra profumati e tè aromatizzati: quest’ultimi, infatti, nascono in tempi molto più recenti dei primi e prevedono l’utilizzo di aromi artificiali od olio essenziali risultando, in entrambi i casi, dal sapore troppo marcato oppure artefatto.

Il tè al gelsomino, perlomeno nella sua accezione originaria, si tratta di un tè profumato. Le foglie, raccolte agli albori della primavera, vengono lavorate a verde e conservate fino all’arrivo dell’estate, quando cominceranno a fiorire i gelsomini (indicativamente nei mesi di giugno-luglio).

I fiori, raccolti la notte durante la loro schiusa affinché il profumo sia poi intenso, vengono poi disposti su gratelle impilate in verticale, alternando uno strato di tè ed uno di gelsomini, oppure, più semplicemente, mescolati direttamente alle foglie. Tale procedimento viene ripetuto anche una decina di volte a seconda dell’intensità che si vuole conferire al profumo ed alle usanze del produttore.

Generalmente, al termine del processo, i fiori vengono rimossi dalla miscela ma oggi, anche per soddisfare esigenze estetiche di mercato, talvolta si decide di lasciarli per intero oppure parzialmente all’interno del tè finito.

Ancora, non sempre le foglie vengono appallottolate. La scelta di conferire ai germogli una forma sferica traduce la volontà del produttore di trattenere meglio l’aroma del gelsomino stesso e, al contempo, di continuare la tradizione

“Mitico”  Jasmine dragon pearl

Come spesso accade, le usanze si aggrappano alle ali della fantasia per essere tramandate alle generazioni future e, così, si radicano nella mente degli esseri umani sotto forma di racconto, trasformandosi in mito.

Jasmine D. Meileaf 5

Secondo la leggenda popolare, questo è quanto accadde. Un giorno, un giovane del Fujian si ammalò gravemente e senza ragione alcuna: ogni cura medica era vana. La sorella del ragazzo dunque, venuta a conoscenza di un drago in grado di aiutare colore che ne avessero avuto la necessità, decise di avventurarsi tra le montagne in cerca della dimora della bestia.

La fanciulla affrontò intemperie ed ostacoli fino quando giunse nei pressi d’una grotta attorniata da cespugli di gelsomino. Addentrandosi nella spelonca, la protagonista incontrò poi l’essere mitologico al quale sottopose la propria richiesta. Di tutta risposta, il drago spiccò il volo e, mentre, volteggiava, una splendida perla si formò su suo petto. Da quest’ultima, cadde una singola stilla d’acqua che, raggiunto il suolo, si tramutò in un arbusto.

Sott’ordine del mostro, la fanciulla accudì il virgulto fronteggiando siccità e tempeste. Quando le prime foglie cominciarono a spuntare, la ragazza le colse, unendole ai fiori di gelsomino che crescevano accanto, e ne produsse un tè verde conferendogli una forma sferica, in memoria della meravigliosa perla cresciuta sul corpo del drago. In seguito, ella offrì la bevanda al fratello il quale ne trasse rapidamente giovamento guarendo inspiegabilmente dai propri mali.

Degustazione

Con un dolce tintinnio, simili a gocce d’acqua che picchiettano contro un foglio di lamiera, le piccole sfere verde asparago rotolano come biglie sulla porcellana. Di tanto in tanto, compare qualche striatura di platino: si tratta della peluria argentea che riveste le grandi gemme della Da Bai.

All’olfatto sovviene da subito l’aroma del gelsomino ma delicato, non prepotente, senza dare l’impressione dell’”effetto detersivo”, primo segnale di una lavorazione naturale e senza l’utilizzo di prodotti artificiali. Grazie alla finezza della profumazione, è possibile percepire più sfumature aromatiche proprie della materia prima: così, i bianchi petali aleggiano s’una scia odorosa di lemongrass, sambuco ed abete, sentori affini, per certi versi, anche ai famigerati tè bianchi prodotti a partire dalla stessa cultivar.

In tazza, tra le varie infusioni, il liquore cangerà alla vista da un’iniziale giallo mostarda a tonalità più intense, dorate e con riflessi rosa pastello per poi, infine, fare ritorno alla colorazione di partenza.

Anche in questo caso, il liquido esala vapori di gelsomino, seguiti da un tenue ricordo di acqua di cocco e rugiada mattutina.

Al palato, la bevanda si presenta piuttosto costante durante tutte le infusioni, poco astringente e con un corpo nella media, mantenendo come nota predominate il gelsomino il quale, nondimeno, diviene vieppiù sfumato nelle tazze finali, fattore apprezzabile e che, ancora una volta, ci segnala di essere in presenza di un tè profumato e non aromatizzato.

Dopo un attacco spiccatamente floreale, il gusto viene colto nuovamente dalla frescura di linfa ed acqua di cocco, sentori che, a partire da metà sessione, si uniranno alla rotondità del latte ed un’amarezza delicata così come bilanciata da una persistenza media, la quale vede il riaffiorare del gelsomino unitamente ad una sensazione di leggera secchezza nonché una modesta mineralità, probabilmente dovuta alle piante d’origine ed alla Da Bai.

Ora, le foglie umide si presentano aperte, mantenendo un poco della curvatura impressa dall’arrotolamento iniziale, con evidenti gemme e cromature che spaziano dal verde palude intenso a sfumature marrone Russet. Oltre al gelsomino, al naso sovvengono aromi di lemongrass e resina.

In chiusura, accostandosi alla tazza ormai vuota, è possibile ristorare l’odorato con una reminiscenza di latte d’avena.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Conclusioni

Il tè al gelsomino rimane un grande classico nel panorama globale del tè. Oggigiorno diffusissimo, esso viene sempre più richiesto e consumato e, proprio per questo, è facile imbattersi in prodotti scadenti ed artificiali.

Quello presente, per le ragioni che abbiamo avuto l’occasione di evidenziare, si tratta certamente di un prodotto di qualità, scevro da interventi di aromatizzazione e frutto di una lavorazione attenta, meticolosa e lenta.

Sicuramente, proprio in virtù delle sue spiccate e marcate qualità organolettiche, si tratta di un tè di facile accesso ed apprezzabilità anche da parte di chi si approccia per le prime volte al mondo della Camellia Sinensis.

Ancora, definirei il Jasmine dragon pearls come un tè “estivo”: rinfrescante e delicato, si presterebbe anche ad un’eventuale infusione a freddo la quale, se da un lato smorzerebbe la profumazione floreale, dall’altro potrebbe dare maggiore risalto e dignità agli aromi propri delle foglie.

Nonostante tutto, il tè al gelsomino rimane un tesoro da custodire anche durante la stagione fredda. Quando, colti da una vena di nostalgia per la bella stagione, accorreremo verso il prodotto in questione, sarà come aprire uno scrigno di vita e respirare, per qualche istante, un alito di primavera…

Omar.

2 pensieri su “Jasmine Dragon Pearls: la primavera in cassaforte

  1. Buongiorno Omar
    Il tè al gelsomino della quale io posso solo immaginare il profumo ricordando il fiore che ha un intenso profumo che ti avvolge che ti abbraccia che almeno io non vorrei finisse mai.
    Non ho mai sorseggiato un tè al gelsomino ma sono curiosa, innanzitutto devo trovare la materia prima cioè le foglie del tè, ma non solo quelle del tè al gelsomino ma anche di altri tè. Pigra e inesperta mi sono sempre accontenta dei tè in bustine presi nei supermercati o in erboristeria ma come hai scritto tu nel tuo articolo di foglie di tè c’è né ben poco e queste preparazioni sono il frutto di un lavoro industriale dove sappiamo che coloranti ed aromi non mancano.
    Mi chiedo e ti chiedo, ma dove acquistarli?
    Per gustare finalmente una bevanda degna di chiamarsi tè…
    Tu Omar rimani sempre unico nelle tue spiegazioni nelle tue parole e per una come me completamente inesperta è come fare un breve viaggio immaginare vedere ciò che tu descrivi ogni volta nei tuoi articoli.
    Katia

    Piace a 1 persona

    • Grazie come sempre del tuo feedback Katia!
      Ahimè, in Italia si fatica ancora a trovare negozi fisici specializzati (anche se non mancano pochi tentativi riusciti!) ma sul web, facendo una ricerca attenta e meticolosa, si possono scovare produttori seri ed affidabili, sempre ponendo attenzione ad eventuali falsificazioni 😉

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...