Bambi. La vita di un capriolo

I fiori sbocciano, le prime api cominciano a mettersi all’opera per costruire i loro alveari, i profumi ronzano nell’aria e le temperature si fanno tiepide, materne. Ci coglie, così, l’istinto irrefrenabile di abbandonarci a quest’invito mellifluo che la natura ci porge, di svegliarci dal nostro torpore invernale e tornare ad ammirare i campi ma, come sempre, non è necessario allontanarsi molto per trovare la meraviglia!

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Quale occasione migliore di rispolverare Bambi, dunque, e tornare un poco bambini, “rinascere”, così come la stagione ci suggerisce, rivivendo, magari da adulti ed a distanza di tempo, un “Classico” Disney, per la precisione il numero 5?

Siete pronti? Facciamo un salto nel lontano 1942, accendiamo il lettore dvd o, per i più nostalgici e fortunati, il vecchio videoregistratore, ed addentriamoci in una foresta alquanto singolare scoprendo, infine, perché Bambi è un capriolo, non un cerbiatto!

Trama

Seriamente, penso che quasi nessuno sia all’oscuro della trama di Bambi ma, per i pochi che non ne hanno mai sentito narrare la vicenda, stenderò un breve riassunto di trama cercando, per quanto possibile, di evitare anticipazioni o spoiler.

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Bambi è la storia di un giovane cerbiatto, figlio del capobranco, che seguiremo nel corso della sua prima esplorazione del mondo. Presto, nondimeno, il giovane “principino”, così come viene soprannominato dagli altri animali del bosco, conoscerà anche gli aspetti più crudi e duri della realtà: comincerà, così, un autentico percorso di formazione irto di difficoltà, dolori ma anche gioie e cambiamenti, dall’infanzia all’età adulta, da cerbiatto a cervo.

Aprire gli occhi

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Bambi è l’emblema della spensieratezza e dell’innocenza, lo sguardo d’un fanciullo che, per la prima volta, vede il mondo, esplorandolo con occhi nuovi e sfruttando ogni senso a sua disposizione.

L’incertezza e la titubanza comune ad ogni neonato di qualunque specie animale ci fanno sin da subito entrare in profonda empatia con il protagonista della vicenda facendoci riscoprire, insieme, la meraviglia ed unicità della natura che, spesso, crescendo tendiamo a trascurare.

Il ciclo della vita

Il lungometraggio Disney riassume e condensa in una pellicola l’armonia naturale ed il succedersi delle stagioni, sia ambientali, sia della vita stessa.

Simbolicamente, la primavera fa da sfondo alla nascita del piccolo cerbiatto il quale, nel corso delle proprie vicissitudini, attraverserà poi estate, autunno ed inverno, ripercorrendo più volte il cerchio nel corso della sua crescita fisica e cognitiva, esperendo tutte le fasi della vita, dalla fanciullezza all’adolescenza, conoscendo l’età adulta e la vecchiaia così come la morte.

Amore in tutte le forme

Walt Disney celebra con il quinto Classico l’amore in ogni declinazione, dalla fratellanza alla profonda intimità.

Da subito, Bambi stringe numerose amicizie, in particolare con Tamburello, un coniglietto, e Fiore, una puzzola, comprendendo dunque come si possano instaurare legami affettivi anche con individui diversi dalla propria madre.

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L’amore materno, parimenti, emerge sempre più nel corso della narrazione, espresso non solo tramite i pochi dialoghi presenti nel film ma, soprattutto, attraverso gesti e comportamenti protettivi ed incentivanti, tipici di un genitore nei confronti della prole.

Il cerbiatto poi, ormai adolescente e colpito dalla freccia di Cupido, non mancherà di rincontrare una vecchia conoscenza, valutandola però sotto un altro punto di vista… ma lascio a voi scoprire se sarà un amore a lieto fine!

Natura

L’ambiente forestale e naturale gioca un ruolo da co-protagonista: intere sequenze, infatti, svicolano dalla trama principale per rappresentare proprio la vita del bosco, i fenomeni atmosferici o, più semplicemente, la crescita dei fiori, la caduta dei primi fiocchi di neve o lo scrosciare incalzante d’un temporale di mezz’estate.

L’intrusione dell’uomo

Nella realtà idillica e bucolica di Bambi, da subito come un’ombra, poi sempre più concretamente, fa irruzione l’egoismo e la brutalità dell’uomo il quale, in questo frangente, mostra il lato peggiore di sé, portando morte e distruzione.

Bracconaggio e sconvolgimento del ciclo naturale sono solo la punta dell’iceberg e, presto, nella foresta dilagherà un vero e proprio incendio il quale darà alla narrazione una decisiva svolta dinamica, portando ad una rottura dell’equilibrio iniziale e spingendo, per la prima volta, Bambi ad agire in prima persona, prendendo le proprie decisioni indipendentemente, muovendosi secondo il proprio istinto.

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Ammaccature

Comprensibilmente, come un oggetto non può fare a meno di risentire degli acciacchi del tempo, anche in Bambi sono presenti alcuni concetti stereotipati o superati i quali, tuttavia, non devono turbare lo spettatore, che deve contestualizzare l’opera nel periodo di produzione che le si addice.

In primo luogo, qualcuno potrebbe riscontrare una concezione antiquata della donna. Le figure femminili, di fatto, vengono presentate proprio con le qualità che ci si aspetterebbe da loro, alla costante ricerca di un compagno, melliflue e tentatrici nonché imbellettate e dedite esclusivamente all’estetica.

Ancora, nonostante l’encomiabile denuncia del sopruso umano nei confronti dell’ambiente, a vicenda conclusa l’enorme portata dell’incendio viene in un certo senso sminuita, accostandola a scene successive che rappresentano in una sequenza estremamente rapida, ai limiti del surreale, la rigogliosa ripresa della foresta stessa.

Curiosità

Ogni capolavoro di Walt Disney ha alle proprie spalle una storia da raccontare, oltre a quella narrata all’interno del lungometraggio stesso. Quasi sempre, vi sono una miriade di aneddoti e curiosità, un’intricata giungla nella quale è difficile districarsi alla ricerca di ogni singolo tesoro perduto. Di seguito, dunque, mi limiterò ad elencare alcune tra le peculiarità delle quali sono a conoscenza e che ritengo curiose, nella speranza d’accendere il vostro interesse e, magari, di spingervi a condurre una piccola ricerca. Se vorrete, potrete sempre condividere con noi quanto avete scoperto!

  • Bambi, come molti film, tra la propria ispirazione da un romanzo. Nello specifico, Walt Disney s’ispirò a Bambi. La vita di un capriolo (Felix Salten).

    Bambi: Eine Lebensgeschichte aus dem Walde by Salten, Felix

    Copertina della prima edizione in lingua di Bambi. La vita di un capriolo.

  • Originariamente, almeno secondo l’idea di Felix Salten, Bambi era, appunto, un capiriolo! Nondimeno, la Disney decise di tramutarlo in un cerbiatto, animale noto e maggiormente diffuso in America, per aumentarne la familiarità con il pubblico.
  • Il lungometraggio, uscito negli Stati Uniti nel 1942, fu tradotto e proiettato in Italia soltanto nel 1948.
  • Gli sfondi ed i paesaggi naturali sono stati realizzati grazie all’aiuto dell’animatore cinese Tyrus Wong.
  • Nonostante sia oggi considerato un classico Disney, Bambi non ebbe grande successo al botteghino a causa del corrente conflitto mondiale. Verrà dunque rilanciato in patria nel 1947, dove otterrà il giusto riconoscimento.
  • A causa della profonda tematica ambientalista, inizialmente il film fu ripudiato dai cacciatori, i quali lo accusarono di essere un “insulto agli sportivi americani”.
  • Poco dopo l’uscita del film, Walt Disney consentì ai protagonisti della pellicola di essere utilizzati per una campagna antincendio di sensibilizzazione pubblica.

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    Uno dei manifesti della campagna antincendio promossa con l’ausilio dei personaggi di Bambi

  • Per realizzare i personaggi in maniera quanto più fedele possibile alla realtà, pure mantenendo il caratteristico tratto in stile cartoon, Disney fece modo di ottenere dei veri e propri modelli viventi a disposizione propria e dei suoi animatori.
  • Il successo di Bambi è stato tale da avere fatto entrate il protagonista anche nella storia della medicina mondiale. Esiste infatti, ancora oggi, la cosiddetta “Sindrome di Bambi”, nella quale il soggetto affetto mostra una compassione estrema, spesso anche controproducente, nei confronti degli animali di qualsivoglia genere

Filmatè

(Per la degustazione completa cliccare qui)

Cosa potremmo assaporare durante la visione di Bambi che sia in grado di celebrare la vita, la foresta e la primavera? Potremmo optare per un tè verde al gelsomino, con la sua floreale tentazione, oppure dare ascolto alle tradizioni cinesi, che trovano il consumo di tè bianco adatto alla corrente stagione, come ci ha ricordato Barbare nel suo articolo.

Personalmente, ho infuso un tè bianco, trovando in un Bai Hao Yin Zhen prodotto a Feng Qing la giusta armonia con il lungometraggio.

Composto esclusivamente da gemme giovanissime, il tè ricalca la celebre scena della nascita del cerbiatto nonché la sua fanciullezza. Frattanto i delicati sentori fruttati e floreali riecheggiano le prime scene dell’opera nonché la sua atmosfera principalmente fondata sulla primavera. Non mancano, poi, anche le note legnose, un chiaro richiamo al paesaggio forestale entro il quale si svolgono le vicende.

Quale momento migliore, dunque, di fondersi interamente con l’attimo presente se non questo? Un lungometraggio che affonda le prime memorie, con ogni probabilità, nella nostra infanzia e che possiede, pertanto, la capacità di farci tornare bambini, affrontando tematiche affini alla fanciullezza ma, al contempo, ripercorrendo quanto accade nella realtà, proiettando s’uno schermo lo sbocciare primaverile che, giorno dopo giorno, sempre più respiriamo.

Infine, come per magia, con la giusta tazza di tè, pure restando chiusi in una stanza, riusciremo a ghermire l’atmosfera esterna, concentrandola in un palmo di mano e rifocillandoci di linfa vitale grazie all’energia proveniente dall’esterno nonché alla forza, alla carica emotiva di un ricordo interiore…

Omar.

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Un pensiero su “Bambi. La vita di un capriolo

  1. Come non ricordare il bellissimo cartone animato Bamby della Walt Disney.
    Piccolo curioso alla scoperta dei primi fiori degli animali diversi da lui, tutto così scontato alla mia età dove sono nata cresciuta in campagna tra animali domestici e anche tra animali più grossi e produttivi. La pace per assurdo che troviamo oggi in questo periodo di quarantena quando scendo in giardino o esco per una commissione, vedere la natura sbocciare fiorire regalandoci profumi che ci avvolgono la mente e i pensieri.
    Come anche nel Cartone di Bamby ecco l’arrivo dell’uomo con la sua prepotenza con il suo egoismo, oggi ancora più accentuato da questa frenesia che ci circonda.
    Godiamoci almeno 10 minuti al giorno con una tisana tra le mani il silenzio gli odori di un sole che sta tramontando. E cerchiamo di vedere fino dove oggi l’uomo si è spinto per avere cibi più strani ed elaborati fino a predatori di animali di ogni specie, incuranti della loro sofferenza.

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