2017 Autumn Dark Roast Tieguanyin: noccioline?!

Probabilmente gli americani, in linea di massima, non saranno grandi estimatori di tè in foglia ma, se dovessero sceglierne uno, probabilmente questo Tieguanyin sarebbe il candidato ideale perché, essenzialmente, ricorda le… “noccioline”!

Sicuramente, il compianto Elvis Presley, famoso per il suo amore sconfinato nei confronti del burro d’arachidi nonché per il famigerato “panino alla Elvis” (farcito con banane, bacon croccante e burro d’arachidi, secondo la leggenda), l’avrebbe eletto a bevanda fissa ma, ne sono convinto, nemmeno l’ex presidente Jimmy Carter l’avrebbe disdetto, dato il suo impegno nella coltivazione di noccioline americane!

Com’è possibile “bere” un’arachide, dunque? Molto semplice, basta riscaldare l’acqua a 95°C, prendere una gaiwan da 50ml, soppesare 3,1g di Autumn Dark Roast Tieguanyin, fare un breve risciacquo iniziale per rinvigorire le foglie e poi concedersi 6 tazze aspettando soltanto 15s per la prima ed aggiuntivi 5s per le successive! Puntiamo la bussola verso Houtian-Longjuan-Anxi-Fujian-Cina-1000m allora, ed assaporiamo quest’oolong raccolto nell’autunno del 2017, lungamente arrostito!

2017 Dark Roast Tieguanyin 4

Beviamoci su!

Già le foglie secche, con una splendida bicromia tra il castano ed il carbone, dovuta alla presenza di nervature importanti, ci deliziano con aromi di legno secco, lacca e buccia d’arachidi, i quali si snodano tra le forme ritorte. L’abbraccio della gaiwan intiepidita, poi, intensificherà l’idea di frutta secca, evocando anche la scorza delle caldarroste autunnali!

Il liquore rievoca ancora la stagione delle foglie secche, con cromature inizialmente oro bianco, poi sempre più aranciate, a guisa del colore delle zucche, accompagnato da delicati riflessi rosa quarzo.

All’odorato sovvengono sentori terrosi, di muschio, licheni, pacciame e, appunto, terra bagnata, mentre al palato si sviluppa un ricordo iniziale di fiocchi d’avena, seguito da richiami legnosi ed una chiusura di nocciole e latte d’avena.

L’idea d’arachidi sembra essere stata soltanto un’aspettativa delusa invece, a partire dalla terza tazza, quest’ultime ritornano con buona intensità a caratterizzare il cuore della degustazione, precedute da un attacco legnoso ed una coda che ricalca sempre i fiocchi d’avena, in cui si percepisce anche una leggerissima astringenza la quale, paradossalmente, potrebbe anche risultare piacevole generando una sensazione tattile molto simile a quella delle arachidi stesse.

Proseguendo nelle varie infusioni, poi, emergerà anche una certa dolcezza, molto sottile, di miele s’uno sfondo d’arancio. Nel mentre, i sentori nocciolati diverranno vieppiù rotondi e presenti unitamente al progressivo e prevedibile calo d’intensità aromatica.

Come una rappresentazione ben orchestrata, le foglie umide, ancora parzialmente chiuse, spesse, tinte di melassa e cicoria tostata, con nervature evidenti, concludono il concerto riprendendo la sensazione zuccherina accennata nelle ultime tazze, con sentori di patate dolci, miele di castagno, uvetta sultanina ed albicocche disidratate, il tutto impreziosito dal richiamo alle nocciole fresche, reminiscenza protagonista anche del fondo tazza ormai vuoto.

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Conclusioni

Con una minima astringenza, corpo e persistenza nella media, Autumn Dark Roast Tieguanyin si afferma come un tè generalmente delicato ma non per questo privo di personalità, in grado di proiettarci nel pieno della stagione autunnale! Tuttavia, nulla vieta di consumare la bevanda in questione in qualsiasi stagione: il tè, come sempre, può adattarsi al meglio all’atmosfera presente ma, al contempo, evocare ricordi passati o ricreare su piccola scala sensazioni differenti.

In questo caso, poi, la pesante tostatura effettuata si traduce più nel ricordo di frutta secca che non in quello di carbone, legno arso o biscottato. Probabilmente, il raccolto autunnale, di per sé più nocciolato e meno dolce, ha giocato un ruolo essenziale nel determinare la qualità in questione e, pertanto, la scelta di sottoporre le foglie a tale lavorazione potrebbe essersi rivelata una carta vincente in grado di esaltare le peculiarità della materia prima.

L’oolong in questione si delinea dunque un tè dai sapori abbastanza definiti, affatto prepotente, piuttosto costante nel tramite delle varie infusioni, incapace di generare amarezza se correttamente infuso e dalle note aromatiche affabili, facilmente godibili.

Volendo, tuttavia, si potrebbero riscontrare piccoli nei. Prima di tutto, nel corso della degustazione, si rileva un sentore floreale quasi impercettibile, una qualità tipica dei tieguanyin in questo caso forse bistrattata e soppressa dall’importante tostatura. Ancora, nonostante l’astringenza risulti nel complesso di bassa intensità e possibilmente piacevole, bisogna ammettere quanto essa compaia forse troppo presto, dando i primi segnali già dalla seconda tazza.

In conclusione, forse anche in conseguenza dei miei gusti personali, non posso che consigliare vivamente questo tè, anche solo per provare un tieguanyin diverso dal solito ma, soprattutto, per saziare la vostra voglia di noccioline se, come me, ne siete ghiotti! Ve lo garantisco, non rimarrete delusi, parola di Dumbo!

Omar.

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