Ubugoe Shincha: i primi passi del bambino

Identikit

Tipologia: tè verde, shincha, chumushicha.
Provenienza: Suizawa-Yokkaichi-Mie-Giappone.
Raccolto: Aprile 2020.
Infusione: orientale; 100ml; 2,1g; 70°C-65s, 80°C-5s, 80°C-35s.

Questo shincha è un primo raccolto, anche in senso letterale! Si tratta, infatti, del primo tè in assoluto prodotto da una nuova piantagione dopo circa cinque anni di attesa, necessari affinché le giovani piante di Camellia potessero irrobustirsi e cominciare ad essere sufficientemente produttive da riuscire ad offrire le loro foglie senza per questo risentirne biologicamente.

Ubugoe 産声, letteralmente “il pianto di un nuovo nato”, è il nome scelto da Marushige Shimizu Tea Farm per il loro ultimo bebè e, a parere mio, non avrebbero potuto scegliere diversamente.

Con una punta di orgoglio, dunque, sono più che lieto di condividere con voi quella che penso sia stata un’esperienza, se non unica, quantomeno rara. Insieme, ci avvicineremo alla culla per conoscere il neonato, apprezzarne le delicate qualità e, infine, immaginare quale futuro lo aspetti…

La pelle del fanciullo, con il suo verde inglese brillante ed estremamente intenso, tendente al verde petrolio, mi ha incantato da subito con foglie non intere, di media grandezza e dall’aggraziata forma ad aghi di pino, mentre un profumo di semi di zucca o girasole, con una buona salinità e rimandi di alghe kombu nonché indivia belga, ha attizzato subito la mia curiosità.

La prima lacrima era d’un liquore verde pera, insolitamente limpido per gli standard dei tè verdi giapponesi, quasi ad imitazione dell’innocenza dei bambini, con una presenza importante di tricomi in superficie, quintessenza della giovinezza. Qualche tenace aroma di semi di girasole svaporava ancora dalla tazza, unitamente al ricordo di pangrattato, mentre sorseggiandola, la bevanda mediamente umami evocava il gusto del pecorino con una certa nota acidula, simile a quella dei pomodori freschi.

Dopo l’iniziale titubanza, la seconda e la terza infusione si sono rivelate completamente differenti dalla premessa che le aveva introdotte. Sentori fruttati, di ciliegie, pere, mele verdi emergono con una certa intensità, per poi permanere anche negli ultimi sorsi, ammantandosi della freschezza dell’erba tagliata e virando verso la rotondità zuccherina della rapa rossa.

Appisolandosi, dolcemente, le foglie si adagiano per l’ultima volta sul fondo della kyūsu, crogiolandosi nell’aroma di erba, menta glaciale e gamberi, avvolgendosi in una copertina verde buccia di lime mentre tutt’attorno, nella coppa vuota, permane un infantile e consolatorio ricordo di mela caramellata, non senza qualche nota marina di alghe.

Al netto dell’esperienza, invero, non si tratta di un tè complesso. Ogni tazza, sebbene definita ed intensa, risultava piuttosto monotona. D’altro canto, non potevo aspettarmi un prodotto particolarmente sviluppato data la giovane età delle piante che gli hanno dato i natali. Ritengo, nondimeno, che queste foglie abbiano un enorme potenziale il quale, in futuro, potrebbe generare un tè non soltanto di tutto rispetto, ma addirittura da competizione. Sebbene, come già affermato, le singole fasi di degustazione siano risultate sul piano organolettico piuttosto semplici, nel complesso lo spettro sensoriale abbracciato è veramente ampio, dal fruttato all’erbaceo, dalla frutta secca al ricordo di mare conferito grazie alle note di alghe e crostacei.

Per il momento, Ubugoe rimane ugualmente un tè di alto livello che non si farà facilmente dimenticare grazie alla spiccata dolcezza ed alla pressocché totale mancanza d’amarezza seguita da una bassa astringenza che, tuttavia, compare solamente dalla seconda infusione. Bevendolo, ho avuto la certezza di potere accarezzare qualche cespo di salicornia in riva al mare, magari passeggiando, di tanto in tanto, sul bagnasciuga, con quell’odore di frutta che pervade i lidi estivi quando il sole segna il mezzogiorno e le alghe si arenano sulla spiaggia…

Proprio come un bambino condensa nei propri occhi tutta la forza e la bellezza della vita, questi aghi smeraldo racchiudono in loro la dolcezza dell’esistenza e le infinite possibilità del divenire, scrigno di alcuni dei miei più vividi ricordi d’infanzia…  

Omar

2 pensieri su “Ubugoe Shincha: i primi passi del bambino

  1. Ciao Omar
    stavo attendendo un tuo nuovo articolo per cullarmi su sapori odori e immagini legate al passato, adoro il tuo riuscire a tradurre sapore che riesci ad individuare in ogni tè dove lo colleghi a verdure spezie, frutta secca a me conosciute e apprezzo tantissimo questa tua caratteristica.

    Piace a 1 persona

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