Early Spring Bao Hong Dragon Well: “questo non è un Long Jing!”

Identikit

Tipologia: tè verde.
Provenienza: monte Bao Hong-Yi Liang-Yunnan-Cina.
Raccolto: Febbraio 2020.
Infusione: orientale; 60ml; 2,5g; 80°C; 20-25-30-35-45-55s; 6 infusioni.
Note: tè coltivato e raccolto secondo tradizione risalente alla dinastia Tang, alle prime luci dell’alba e nel periodo di Febbraio. Tale ebbe origine a partire dalla fondazione di un tempio buddhista edificato proprio sul monte Bao Hong.

Questo tè ha veramente dell’assurdo e, se fosse un quadro, sarebbe senz’altro La Trahison des images (René Magritte, 1928-1929), con la pipa e la sua ancor’oggi spiazzante affermazione: “Ceci n’est pas une pipe” (“Questa non è una pipa”). Eppure, proprio come la nota opera surrealista, anche queste foglie hanno saputo dare spettacolo con la loro eccentricità.

La vista viene depistata dall’inizio alla fine della sessione, a partire dalle foglie piatte, intere e di medio-piccole dimensioni, verde mimetico opaco con qualche screziatura paglierina, fino alla limpida tonalità del liquore, tra il giallo cromo e polpa di lime. Nondimeno, così come accade quando prendiamo le distanze dall’immagine di Magritte, utilizzando gli altri sensi ci rendiamo conto dell’inganno ed è forse anche per questa ragione che rimaniamo affascinati.

Esistono molte imitazioni, più o meno valide, del famigerato Long Jing, talvolta spacciate per l’originale, talaltre invece onestamente dichiarate, ma non è questo il caso! Il produttore, d’altro canto, non voleva affatto creare un prodotto dozzinale che rassomigliasse al tè del “pozzo del drago”, bensì creare qualcosa d’innovativo e sperimentale unendo una coltivazione storica e locale alla tradizionale lavorazione che rende lo stesso Long Jing unico e riconoscibile. Il risultato, a parere mio, è quantomeno curioso e promettente, seppure presenti qualche piccolo neo. Sicuramente, vale la pena dare credito a questo tentativo il quale, con il tempo, potrebbe dare vita a delle foglie singolari ed ancora più insolite. Per il momento, scostiamo il sipario ed esploriamo il retroscena…

Una prima linea di demarcazione tra il Long Jing ed il tè presente si presenta già sul piano olfattivo, travolto dalla costante presenza di pastafrolla, sia nelle foglie umide, sia in quelle fresche. Confettura d’albicocche, patatine in sacchetto ed erbe quali l’origano ed il timo sono gli aromi che contornano la nota di testa prima che l’acqua tiepida intrida le foglie stesse: spinaci ed un tocco di limone, che si trasformeranno in mandorle e mela verde nel corso del progressivo raffreddamento, coronano invece il profilo sensoriale ch’esala dal fondo della teiera al termine della sessione.

Seguendo la scia dell’analisi aromatica ed accostandoci all’orlo della tazza colma, possiamo apprezzare vapori alquanto minerali, indice dell’altitudine alla quale le foglie sono state raccolte, connotati però da note rilevabili di cenere e carbone, primo piccolo difetto che incontriamo all’interno di questo tè il quale, forse, è stato trattenuto a contatto con la superficie rovente del wok un po’ troppo a lungo, come suggerisce anche l’importante sfumatura paglierina delle foglie.

Al palato, infine, ci capacitiamo di quanto la personalità di questo tè sia forte ed al contempo largamente avulsa dal Long Jing. I sentori rilevati, infatti, sono molto più vegetali e zuccherini di quest’ultimo mentre, nonostante siano presenti, i ricordi di frutta secca si fanno più indefiniti, compensati però dalla sostenuta corposità. Un attacco mediamente umami stuzzica le papille gustative, tra le quali scorreranno presto ricordi di peperoni, limone e pane fresco, con qualche delicato accenno di mandorla o castagna bollita che tenderà a svanire già dalla terza infusione. Da qui, si farà largo una certa e quantomeno curiosa salinità, seguita però da un progressivo calo dell’intensità aromatica e dalla ricomparsa del carbone, più intenso negli ultimi sorsi.

Riprendendo le foglie esauste, ci si accorge di quanto i loro bordi siano “frastagliati”, talvolta con la tendenza a sbriciolarsi. Sebbene poeticamente tale caratteristica possa ricondurre alla consistenza della pastafrolla così onnipresente sul piano olfattivo, si tratta di un ulteriore indice circa la lavorazione non ottimale la quale, evidentemente, ha stressato troppo la materia prima rovinandone, seppure minimamente, l’alta qualità. A riconferma di quanto detto, s’annota anche una leggera astringenza, riscontrabile sin da subito, e la scarsa resistenza al numero d’infusioni. Ancora, anche la selezione dei germogli, costituiti da una gemma e le due foglie sottostanti, pare essere stata superficiale, tanto da scovare, di tanto in tanto, addirittura qualche bocciolo il quale, di norma, non dovrebbe essere presente. Le piante di Camellia Sinensis destinate alla produzione di tè, infatti, non vengono fatte fiorire in quanto la produzione del fiore stesso sottrarrebbe energie alla pianta, compromettendo inevitabilmente il sentore delle foglie.

Scegliendo temperature d’infusione lievemente inferiori rispetto alla norma, nondimeno, si possono arginare i nei che questo prodotto sperimentale presenta, evidenziando invece le peculiari note organolettiche ch’evocano l’aria di pasticceria facendo somigliare questo tè più ad un oolong GABA oppure a medio-alta ossidazione, rendendolo sicuramente unico nel suo genere e, seppure passibile di miglioramenti, sicuramente speciale e pionieristico.

Il tè non smetterà mai di sorprendere e, forse proprio per questa sua innata capacità di mutare adattandosi ai gusti più disparati, ha saputo lentamente infiltrarsi nell’intricata selva ch’è la natura umana, divenendo parte della sua linfa vitale, ancorandosi alla sua stessa esistenza, attraversando secoli di storia ed assicurandosi la sopravvivenza negl’anni a venire fintanto che vi sarà anche soltanto un cuore che batte. Voi quanto siete disposti ad accogliere il cambiamento? Vi lascereste sedurre e meravigliare da queste foglie?

Omar.  

4 pensieri su “Early Spring Bao Hong Dragon Well: “questo non è un Long Jing!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...