La società dei draghi del tè: offrire un tè ai bambini

“Eh, già. È un bell’impegno. All’inizio, pensavo fosse stupido affannarsi per un po’ d’acqua calda al sapore di foglie. […] Ma ora ammetto che il tè dei draghi vale tutta la fatica… purtroppo, non sono in tanti a pensarla così. È sempre più difficile trovare qualcuno disposto a imparare.”

Katie O’Neill, come spesso accade nelle fiabe, è riuscita a condensare in un libro destinato all’infanzia valori, significati e riflessioni validi per tutte l’età, includendo tematiche sociali attuali ed al centro del dibattito pubblico ma, al contempo, alludendo anche alla realtà del tè, così sconosciuta quanto ricca di valori ed affetta da altrettante problematiche.

All’interno del breve ma intenso volume cartonato possiamo godere per tutta la durata della narrazione del caratteristico tratto pittorico dell’autrice, caratterizzato da lineamenti semplici e curvilinei, privo di bordature e tendente ad una sorta di piacevole quanto fanciullesca bidimensionalità, la quale riprende i ricordi infantili tramite il largo uso del colore all’interno di accostamenti cromatici vivaci oppure nella scelta frequente di tinte colore pastello. Gli sfondi, a loro volta, sovente sono estremamente stilizzati e semplificati, all’interno di una scelta stilistica dedita alla semplicità ed alla linearità. Talvolta, l’intero retroscena si tramuta in una serie di motivi a fantasia ripetuta, quasi a volere impreziosire l’illustrazione con delicati finimenti.

La lettura è veloce, breve e scorrevole, ma abbraccia, come già detto, numerose tematiche, dalla distinzione tra valore materiale e valore affettivo fino all’accettazione dell’amore in ogni sua forma, incluso il versante lgbt. Anche se in maniera alquanto semplificata, poi, l’opera incarna ed evidenzia alcuni valori fondamentali del tè quali, per citarne alcuni, la capacità di riunire gl’individui mettendoli sullo stesso livello, annullando dunque le differenze sociali, oppure l’importanza di ricreare un ambiente sereno, di pace e tranquillità, ritagliandosi del tempo per sè stessi.

Foglie di tè

Una delle ragioni per le quali in Italia forse questo libro non ha riscosso così tanto successo come in patria è, escludendo lo scarso interesse nei confronti del tè, il modo disinteressato quanto innocente e candido con il quale tratta la tematica dell’amore lgbt, alludendovi in modo esplicito tanto quanto sottile e delicato. Ci verranno infatti proposte più relazioni amorose, sia eterosessuali che no, all’interno di rapporti d’amicizia o di convivenza.

Molta importanza viene conferita anche alla tradizione, all’atto di tramandare conoscenze e valori ma anche, come accade più volte nel corso dei cinque capitoli, oggetti ed animali domestici, dei quali viene sottolineato anche il valore simbolico, tratteggiandoli come ricettacoli in grado di accogliere parte dell’anima di chi li ha posseduti o d’incarnare insegnamenti e scene di vita.

Grande appassionata a bevitrice di tè, poi, l’autrice stessa impregna le proprie tavole degl’insegnamenti che tale bevanda le ha dato, glorificando prima di ogni cosa la capacità che poche foglie hanno di legare individui d’estrazione culturale e familiare differente attorno ad un’unica tazza alla quale affidare nuovi ricordi e tramite cui rivivere gioie e dolori del passato.

Estremamente sensibile all’odierno declino del tè, poco apprezzato dai giovani, Katie O’Neill tenta poi di dare nuova vita alla “regina delle camelie” riproponendola in una versione giocosa e fantasiosa alle generazioni future nella speranza che queste, un domani, possano porre un freno alla realtà frenetica della contemporaneità e ritrovare, finalmente, il lusso di concedersi del tempo per assaporare il lento alternarsi delle stagioni le quali, non a caso, scandiscono i titoli dei quattro capitoli dell’opera.

Chissà, magari, trovando la voglia di leggere queste poche ma splendide pagine, anche un adulto d’oggi riuscirà, per qualche istante, ad abbandonare il rincorrersi dei minuti e ritrovarsi, ancora una volta, un poco bambino…

“Al giorno d’oggi, le persone vivono a un ritmo diverso dal nostro. Il tè di questi draghi è un prodotto assai pregiato, ma occorre molto tempo per produrlo. Forse non era un problema, quando, per fare qualunque cosa, ci voleva un sacco di tempo… ahimè, l’arte va sparendo.”

Where there’s tea there’s… a book!

(Per la degustazione completa cliccare qui)

Non potevo fare altro che ricadere nella scelta d’un tè che invitasse, letteralmente, al “gioco”, ricalcando così l’atmosfera ludica dell’infanzia cui tale opera si rivolge.

Lo Yunnan Black Pearls, insolito ed appallottolato, ci ricorda già da subito le biglie con le quali i fanciulli sono soliti giocherellare sulle spiagge. Ancora, la forma sferica rimanda a qualcosa di chiuso, ancora in attesa di svilupparsi, proprio come un neonato in fasce. Allo stesso tempo, la buona presenza di gemme e la foglia intera ci donando ampio margine di variazione circa i parametri d’infusione, invitandoci dunque alla scoperta ed alla sperimentazione che, spesso, adducono magia e meraviglia nella vita dei bambini.

Non ci resta, quindi, che fare rotolare le biglie nelle nostre teiere e spiegare le ali della fantasia, lasciandoci trascinare dai disegni e delle parole di Katie ed inebriandoci con le melliflue, dolci note di cioccolato al latte e vaniglia che, lentamente, queste foglie, baciate dalle tiepide labbra dell’acqua, sapranno donarci…

Omar.

3 pensieri su “La società dei draghi del tè: offrire un tè ai bambini

    • Grazie! Per quanto riguarda l’età, come spesso affermo, penso che le fiabe siano adatte per tutte le fasi di vita. IN questo caso, poi, si tratta di un volume riccamente illustrato, che può facilmente essere apprezzato anche da bambini molto piccoli che, casomai, non sono ancora in grado di leggere. In alternativa, si potrebbe sempre utilizzare l’opera in questione come “favola della buonanotte”… “piccoli tea-lovers crescono”! 🙂

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