Chi sono?

Ecco, ora sono qui, davanti ad un pc a mettere in piedi un “blog”, anche se sarebbe più appropriato chiamarlo “valvola di sfogo”… eh già, per me scrivere è prima di tutto una vera e propria necessità nonché un modo per comunicare, venire a contatto con nuove persone e realtà o viaggiare (perché no?) anche solo con la mente.
Il problema, però, è che spesso non riesco a dire a voce quello che, invece, fluisce liberamente con carta e penna. In definitiva, potete stare certi che qualsiasi cosa leggerete sarà lo specchio della mia autenticità anche perché, come già detto, per mia natura non ho altra scelta! Ma bando alle ciance, come sono arrivato da vanti a questo schermo?

Potrei iniziare raccontandovi che mi chiamo Omar, annata 1995, sono nato in un piccolo paese in provincia di Reggio Emilia, per poi andare fin da subito a vivere in un paese ancora più piccolo. Con ogni probabilità, ad esclusione della storica rocca e della famigerata gara del “ruttosound” (manifestazione, beninteso, che annualmente attira frotte di turisti, anche se ancora non me ne spiego bene il motivo), facendo qualche ricerca sulla rete vi compariranno tonnellate di immagini indefinite che ritraggono lei, la protagonista indiscussa di queste terre: la NEBBIA! Sì, avete capito bene, come la bassa pianura Padana vuole, anche qui regna incontrastata quella leggera foschia che d’inverno si trasforma in un muro e d’estate rimane relegata all’afa mattutina che avvolge la campagna.

Lo so, sembra tutto terribile ma, nonostante tutto, la verità è che in fondo ho imparato ad amare il mio piccolo paese, con i suoi pregi e difetti. La nebbia, la nebbia… la nebbia rende tutto più affascinante, “misterioso”, per così dire, non trovate? Tutte le nostre certezze svaporano dinnanzi ai nostri occhi, ogni cosa diviene indefinita e finiamo con il ritrovarci soli. Ma non viviamo tale situazione in maniera negativa, cogliamo il dono che madre natura ci offre, inseguiamo la possibilità di essere finalmente soli, salvati dalla frenetica e caotica realtà quotidiana! Approfittiamo di questi istanti per ritrovare noi stessi, per dialogare con le nostre intenzioni, litigare con i nostri pensieri, rimuginare sul nostro passato, rivedere le nostre carte perché, in realtà, tutto quello che quotidianamente consideriamo ordinario, regolare, altro non è se non una costruzione della nostra mente, una base precostruita che la caligine ci obbliga ad abbandonare: solo così, infatti, potremo esplorare nuovi modi di vedere il mondo, tornare a conoscere le nostre certezze sotto una nuova luce… paradossalmente, la bruma ottenebra i nostri occhi per rischiarare la nostra mente!

Ma non stavo forse parlando della mia vita? A che scopo dedicare un intero paragrafo alla nebbia? Beh, avete appena conosciuto uno dei miei aspetti più rilevanti ossia la “poeticità”. Con quest’ultimo termine non intendo solo dire che scrivo poesie (o perlomeno ci provo) ma anche esprimere il mio modo di affrontare qualsiasi argomento: ragionando, “filosofeggiando”, evitando per quanto possibile stereotipi, riflettendo, abbracciando più punti di vista possibile ma, soprattutto, mettendoci il cuore!

“Vagamentè” nasce con l’intento di discorrere di più argomenti intrecciando tra loro diverse aree d’interesse, confrontandosi con una comunità che, mi auguro, potrà dimostrarsi viva e crescere sempre di più. In questo blog ho voluto inserire tutte le attività che mi stanno più a cuore: viaggiare, leggere, guardare film e giocare ai videogiochi, confrontarmi con la realtà quotidiana con un pizzico d’ironia, il tutto accompagnato da una buona tazza di tè ed una sincera passione per l’oriente ed il Sol Levante. In breve, “Vagamentè” vuole essere un invito a fuoriuscire dalla gabbia del pensiero comune, uno spunto di riflessione, un’area di condivisione e confronto umano dove l’uomo stesso possa ritrovare la natura del proprio pensiero costruttivo e non, come i notiziari di oggi ci fanno sapere, distruttivo!

Prima di concludere (delle mie singole passioni avremo occasione di discutere più ampiamente nelle sezioni dedicate), è doveroso fare una breve scaletta della mia esistenza! Dopo avere frequentato le scuole elementari e medie nel mio paese d’origine, ho frequentato il liceo scientifico A. Manzoni presso Suzzara (MN) diplomandomi per poi laurearmi in Antropologia, Religioni, Civiltà Orientali presso l’Alma Mater Studiorum (BO) il 7 Ottobre 2018. I miei studi, ovviamente, mi hanno portato non solo a conoscere le filosofie e la storia orientali ma, allo stesso tempo, mi hanno dato l’occasione di innamorarmi della lingua giapponese (della quale ho appreso le basi e che, ora, continuo a studiare con l’intenzione di approfondirla ulteriormente) e di conoscere più da vicino il mondo del verso cui ho deciso di salpare non solo scegliendo la “bevanda ambrata” come leitmotif della mia tesi ma anche conoscendone le mille sfumature nonché tentando di trasformare una passione in professione, raggiungendo la prima tappa di quest’avventura con l’ottenimento, nel 2019, del mio primo attestato di Tea Champion fornito dalla prestigiosa UK Tea Academy. Il tè, prima di una pianta o di una bevanda, è sopra ogni cosa umanità, un mezzo per condividere il tempo della propria esistenza e farne dono a qualcun altro, un modo per farsi conoscere e stabilire legami con le persone: questo è quanto ho sostenuto nella mia tesi di laurea e ne ho avuto subito conferma nel momento in cui, cercando aiuto proprio per la stesura dello scritto, ho avuto il piacere di incontrare Barbara Vola, tea sommelier, tramite il suo blog “Viaggiointornoalte. Fin dal primo istante, Barbara si è dimostrata una donna dalle vedute aperte, disposta ad un confronto sincero e ad una sana collaborazione la quale, come per incanto, si è presto trasformata in vera e propria amicizia, tanto da spingere Barbara stessa ad offrirmi l’opportunità di scrivere sulla sua pagina creando per tale scopo un’area denominata “Un tè al Sol Levante” (che potrete, d’ora in avanti, consultare anche su “Vagamentè”), cosa per la quale le sarò eternamente grato.

Bene, direi di avere inserito più o meno tutto, tralasciando il fatto che ora sono felicemente in cerca di un’occupazione! Colgo l’occasione per porgere qualche dovuto ringraziamento. Dedico questo blog a tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita perché, a modo loro, nel bene o nel male, hanno contribuito a forgiare la persona che sono e della quale, tutto sommato, vado fiero! Un riconoscimento speciale va, oltre che a Barbara Vola (senza la quale non avrei mai affinato le capacità tecniche per gestire un blog e che mi ha dato il coraggio di “mettermi in gioco” sfidando la mia timidezza), a mia mamma, una donna che ha saputo affrontare ogni difficoltà a testa alta ed è stata e continua ad essere la mia roccia ogniqualvolta il mio carattere insicuro ed indeciso tenta di prendere il sopravvento.

Con un ultimo, flebile ma costante pensiero rivolto al ricordo di mia bisnonna, instancabile cacciatrice di quadrifogli e maga della sfoglia che trasformava un semplice impasto di acqua e farina in magiche colombe, dire che è giunto anche per me il momento di prendere il volo e librarmi nel cielo liberamente e… “Vagamentè”!

Omar